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Piazza S. Eufemia, 1
Milan MI 20122
LIGIA LEWIS Minor Matter

LIGIA LEWIS

Ligia Lewis, Minor Matter (2016). Presentato a Converso, Milano, il 6 maggio 2017. Fotografie di Luca Del Pia.
Ligia Lewis, Minor Matter (2016). Presentato a Converso, Milano, il 6 maggio 2017. Fotografie di Luca Del Pia.
Ligia Lewis, Minor Matter (2016). Presentato a Converso, Milano, il 6 maggio 2017. Fotografie di Luca Del Pia.
Ligia Lewis, Minor Matter (2016). Presentato a Converso, Milano, il 6 maggio 2017. Fotografie di Luca Del Pia.
Ligia Lewis, Minor Matter (2016). Presentato a Converso, Milano, il 6 maggio 2017. Fotografie di Luca Del Pia.

Ligia Lewis, Minor Matter (2016). Presentato a Converso, Milano, il 6 maggio 2017. Fotografie di Luca Del Pia.
Ligia Lewis, Minor Matter (2016). Presentato a Converso, Milano, il 6 maggio 2017. Fotografie di Luca Del Pia.
Ligia Lewis, Minor Matter (2016). Presentato a Converso, Milano, il 6 maggio 2017. Fotografie di Luca Del Pia.
Ligia Lewis, Minor Matter (2016). Presentato a Converso, Milano, il 6 maggio 2017. Fotografie di Luca Del Pia.
Ligia Lewis, Minor Matter (2016). Presentato a Converso, Milano, il 6 maggio 2017. Fotografie di Luca Del Pia.
Ligia Lewis, Minor Matter (2016). Presentato a Converso, Milano, il 6 maggio 2017. Fotografie di Luca Del Pia.

Ligia Lewis, Minor Matter (2016). Presentato a Converso, Milano, il 6 maggio 2017. Fotografie di Luca Del Pia.
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LIGIA LEWIS

06.05.2017

Minor Matter

Il 6 maggio 2017, alle ore 9, Converso presenta minor matter, l’ultima coreografia della coreografa e danzatrice Dominico-Americana Ligia Lewis.


“I want to turn you inside out and step into your skin”, proferisce Ligia Lewis all’inizio di minor matter. È un ammonimento che anticipa quello che verrà, mentre Lewis e i suoi due performer Jonathan Gonzalez e Tiran Willemse tessono un complesso intreccio tra il “cubo nero” della scena e i loro corpi di colore. In minor matter, Lewis stratifica due apparati discorsivi: la negritudine e lo spettacolo. Per domandare se entrambi questi apparati possano evadere da una politica della rappresentazione. Inscritto piuttosto in una poetica della dissonanza, minor matter lotta con queste questioni senza un vero desiderio di venirne a capo.


Nel corso della coreografia i performer premono i loro corpi contro i confini della scena come a volerli abbattere; o ne mimano l’ortogonalità, come a volerne acquisire la stessa robustezza e forza. A un tratto, si fondono in una massa pulsante che espone la scena come una cavità sterile. Simultaneamente illustrano un’umile relazione tra i corpi e l’architettura che li contiene. I performer si stancano, mentre la loro fatica denuda la scena del suo carattere mitico, per approcciare la realtà della sua natura – il nero. Alla fine della coreografia, Lewis grida: “black, black”, un segnale vocale di abbassare le luci e oscurare la scena, ma anche un accenno al sottotesto di minor matter: la blackness, l’“essere nero”.


Minor matter inscrive Converso in una triangolazione di architettura, corpo umano e mise-en-scène. Lewis e i suoi performer prendono d’assalto lo spazio della chiesa, e le istituzioni che esso incarna. E la chiesa reagisce, manifestando tutta la sua magniloquenza.

Artist bio

Ligia Lewis (Repubblica Dominicana, 1983) è una coreografa e danzatrice che vive tra Berlino e Los Angeles. Tra le sue coreografie ricordiamo: Sensation 1, $$$, Sorrow Swag, e Melancholy: A White Mellow Drama. minor matter è la seconda parte di una trilogia intitolata (BLUE RED WHITE). Come ballerina Lewis ha collaborato coreografi, compagnie di danza e performer quali Eszter Salamon, Mette Ingvartsen, Ariel Efraim Ashbel, Jeremy Wade, Wu Tsang, e Les Ballets C de la B.

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