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fondazione CONVERSO
Piazza S. Eufemia, 1
Milan MI 20122
Armature Globale, Michel Auder, James Bridle, Lili Reynaud-Dewar, Paul-Alexandre Islas, Ken Lum, Gianni Pettena Schengen Baroque Pasolini

Schengen Baroque Pasolini

"Schengen Baroque Pasolini", 2019, veduta della mostra. Tecnica mista. Foto di t-space studio.
"Schengen Baroque Pasolini", 2019, veduta della mostra. Tecnica mista. Foto di t-space studio.
"Schengen Baroque Pasolini", 2019, veduta della mostra. Tecnica mista. Foto di t-space studio.
"Schengen Baroque Pasolini", 2019, veduta della mostra. Tecnica mista. Foto di t-space studio.
"Schengen Baroque Pasolini", 2019, veduta della mostra. Tecnica mista. Foto di t-space studio.
"Schengen Baroque Pasolini", 2019, veduta della mostra. Tecnica mista. Foto di t-space studio.
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Armature Globale, Michel Auder, James Bridle, Lili Reynaud-Dewar, Paul-Alexandre Islas, Ken Lum, Gianni Pettena

10.01.2019 - 16.01.2019

Schengen Baroque Pasolini

La chiesa di San Paolo Converso viene eretta durante il XVI secolo con l'obiettivo di offrire a giovani ragazze l'opportunità di prendere il velo, passando dalla famiglia alla chiesa, entrambi avamposti del potere patriarcale. Dedicata a San Paolo, una figura cruciale nella narrativa della genesi del Cattolicesimo, questa chiesa diventa uno strumento di conversione capace, attraverso l'architettura barocca immersiva, di riprodurre l'esperienza trascendentale della conversione dell'apostolo durante la sua missione di persecuzione dei Cristiani. Contemporaneamente alla costruzione della chiesa, il dissenso protestante - incubatore ideologico del capitalismo moderno - apre progressivamente la strada a una manifestazione opposta del Barocco che raggiungerà il momento di massimo splendore con l'architettura laica del neo-liberalismo. Schengen Baroque Pasolini indaga il confronto tra il Barocco anamorfico che ha generato San Paolo Converso e il Barocco reticolare dello ¥€$ regime. è ormai


riduttivo sostenere che viviamo in una nuova età barocca: considerato l'esorbitante numero di cambiamenti al quale siamo soggetti, il Rinascimento Italiano è l'unico possibile termine di paragone. Il regime di potere caratteristico del Quattrocento, con il suo tentativo di convertire il mondo intero in dati fruibili attraverso l'invenzione della prospettiva e del sistema bancario, si è oggi evoluto in un calcolo di scala globale. I poteri coloniali del XV secolo, la cui espansione viene supportata dal regime necro-capitalista della schiavitù, si sono oggi evoluti in un sistema complesso di tecnologie funzionali al controllo sessuale e razziale dei corpi.


Il confronto atemporale di queste due manifestazioni del Barocco viene già messo in scena da Pier Paolo Pasolini nel suo film mai realizzato su San Paolo. Trasponendo senza modifiche le parole di San Paolo dagli Atti degli Apostoli direttamente nel contesto della geopolitica occidentale del XX secolo, il film è un viaggio picaresco che racconta la borghesia europea, i giovani del Greenwich Village e gli attivisti delle Pantere Nere. Nella versione pasoliniana, la conversione originale di San Paolo viene inscenata come un incidente stradale sulla strada per Barcellona, dove il protagonista era diretto per combattere la resistenza spagnola. Dopo essersi unito alla resistenza comunista, l'apostolo intraprende un'odissea che lo porterà a morire sullo sfondo di una New York neo-liberale negli anni Settanta. La sua morte è coreografata come un balletto del Metropolitan: "martirizzato in mezzo al traffico, nella periferia di una grande città tremendamente moderna, con tutti i suoi ponti sospesi, i

suoi grattacieli, le sue soffocanti folle di passanti che, incontrando lo spettacolo della morte, senza fermarsi continuano a turbinargli intorno lungo la strada - indifferenti, ostili, incoscienti" (Pasolini, Pier Paolo, In Progetto per un film su San Paolo, 1968).


Essenzialmente, il corpo è l'ultimo baluardo della resistenza contro le autorità marziali, la ciarlataneria spirituale e l'uniformazione delle singolarità. Un corpo soggetto a tensioni interne, assimilato da anni di sarabande disordinate, liberato e ridotto a oggetto di consumo, manipolato da tentazioni faustiane. Un corpo disincantato, liberato dalle sue centralità e sequenzialmente affetto da ferite narcisistiche. Un corpo che soffre ma resiste accogliendo disertori, emarginati e altri reietti. Un corpo di conversione, dissolutezza e resurrezione. Un corpo Pasoliniano che preferirà rischiare "una vita violenta" che integrarsi al panorama desolato delle strane macchine che si scontrano, non spaventato all'idea di partecipare a un'apocalisse della carne, se si incarnerà al di là di un mondo di cemento e acciaio.


In collaboration with:


Tecno Spa

Untitled Association

Nemo Lighting

Artist bio

Pierre-Alexandre Mateos (1989) e Charles Teyssou (1988) sono un duo curatoriale di base a Parigi. Hanno svolto un percorso di ricerca presso la LUMA Arles Foundation nel2018. Contemporaneamente hanno curato il Cruising Pavilion alla XVI Biennale di Architettura (Venezia), una mostra dedicata alle relazioni tra sessualità, arte ed architettura e What's Up Doc? alla New Gallery (Parigi). Scrivono per L'Officiel Art, Flash Art, Mousse e Cura. Attualmente lavorano a uno screening di film di Jack Smith presso la Fondation Van Gogh ad Arles e alla prosecuzione del progetto di Cruising Pavilion tra New York e Stoccolma.


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