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Milan MI 20122
Yngve Holen Rose Painting

Yngve Holen

Yngve Holen. Rosetta (Decorazione). Installation view. Fotografie di t-space studio.
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Yngve Holen. Rosetta (Decorazione). Installation view. Fotografie di t-space studio.
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Yngve Holen

07.07.18

Rose Painting

La produzione artistica di Yngve Holen gravita spesso attorno al tema della mobilità. Gli oggetti dei quali Holen si appropria vanno immaginati in movimento. Astraendoli dalla loro funzione originale e trasferendoli nello spazio dell’arte, l’artista rivela una tensione intrinseca al loro linguaggio formale. Holen approccia la forma dei cerchioni di automobili con la serie Leichtmetallräder (2016), cerchi in lega ai quali rimuove l’anello con un taglio a getto d’acqua. Isolati e snaturati, i cerchioni stimolano una riflessione sulla distribuzione della ricchezza, sulla feticizzazione dell’oggetto e sul ruolo della decorazione nella contemporaneità. Fin dalla pubblicazione, nel 1908, di “Ornamento e delitto” di Adolf Loos, la decorazione è stata letta in chiave politica; ma sottoposta al discredito del Modernismo, essa può essere anche letta come sintomo di una mentalità conservatrice e reazionaria.


Per la sua ultima serie, intitolata Rose Painting, Holen ritorna al cerchio in lega astraendone ulteriormente le forme: prima, esegue una scansione 3D di cerchioni di SUV e ingrandisce i modelli digitali di quattro volte rispetto alla loro dimensione originale; successivamente, ottimizza le scansioni perché le forme possano essere tagliate con una macchina a controllo numerico da un blocco di legname, in questo senso trasponendo gli oggetti in questione dal metallo al legno. Con Rose Painting Holen persegue la qualità proprie della scultura attraverso una lavorazione di tipo industriale e un materiale solitamente riservato all’artigianato: ripensando i linguaggi scultorei canonici, prende coscienza del carattere mimetico degli oggetti di consumo. Non a caso, nell’industria automobilistica, i cerchioni – spesso personalizzati – rientrano nella categoria dei cosiddetti optional: sono meri accessori di lusso, ornamenti par excellence, e pertanto possono essere considerati sintomi del gusto contemporaneo, diviso tra una tensione verso la tradizione e una sempre crescente dipendenza dall’innovazione tecnologica.


Nel contesto della chiesa barocca di San Paolo Converso, le sculture di Holen entrano in dialogo con l’architettura. Se il titolo della serie omaggia la tradizione norvegese del rosemaling, una tecnica di pittura sul legno a motivi floreali, il loro materiale richiama le pratiche dell’intaglio del legno e, con esse, l’immagine vernacolare di paesaggi idilliaci (i fiocchi di neve, le stelle alpine). La forma circolare e la geometria simmetrica delle sculture, infine, evoca i rosoni caratteristici di molte chiese pre-barocche.


Nonostante possa sembrare che appartengano a questo luogo, le sculture di Holen – per quella che è anche la loro “rozzezza” – se ne estraniano e chiamano in causa l’idea di economia: economia di un paesaggio visivo, così come di un sistema di valori. Aggrappate alla struttura metallica che le sostiene, ricordano la solitudine dei gargoyle – o di quelle forme grottesche che nell’architettura ecclesiastica evocano il lato oscuro dell’opulenza.

Artist bio

Yngve Holen (b. 1982, Germania) vive a Berlino. Le sue più recenti mostre personali sono state ospitate da Galerie Neu, Berlino; Fine Arts, Sydney; Schloss, Oslo; Kunsthalle Basilea; Stuart Shave/Modern Art, Londra; e Neue Alte Brücke, Francoforte. Il lavoro di Holen è stato ampiamente esposto, tra gli altri a Sammlung Boros, Berlino; Aishti Foundation, Antelias; ZKM | Center for Art and Media, Karlsruhe; Mudam Lussemburgo; Kunstverein Hannover; Bergen Kunsthall; High Line Art, New York; Fridericianum, Kassel; e KW Institute for Contemporary Art, Berlino. Holen ha partecipato alla 9a Biennale di Berlino.

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